Le popolazioni di Savuto di Cleto e di San Mango riscoprono e rinsaldano antichi
rapporti di amicizia e di buon vicinato.
I due centri abitati sono confinanti, sorgono uno alla destra e l’altro alla
sinistra del fiume Savuto e ricadono in provincie diverse: Cosenza e Catanzaro.
Appartenuti per secoli allo stesso feudo, i territori sono stati divisi intorno
al 1717, quando i d’Aquino hanno venduto le terre di Savuto ed hanno mantenuto
il possesso delle terre di San Mango. Quest’ultimo paese, fondato nella prima
metà del Seicento, è stato popolato da numerose famiglie provenienti da Savuto
(oggi frazione di Cleto) e nel corso dei secoli i rapporti si sono
intensificati: scambi economici, relazioni di parentela e di amicizia, feste in
comune sono stati fenomeni divenuti sempre più frequenti. Poi, con la fine della
civiltà contadina, i rapporti sono diventati rari, fino a scomparire.
Oggi, grazie all’impegno ed alla collaborazione di un gruppo di cittadini e di
alcune associazioni, i rapporti che hanno caratterizzato la storia delle due
comunità sembrano tornare a nuova vita.
Tutto è ricominciato nel 2005, in agosto, quando Marcello Lorello, dirigente
scolastico originario di Cleto, ha chiesto a noi di San Mango di partecipare
alla prima edizione di CletArte. Nel corso di un incontro culturale Alfredo
Chieffallo, presidente dell’associazione “Valle del Savuto”, ha distribuito il
libro “San Mango d’Aquino, la storia”, ed i relatori hanno messo in evidenza i
legami che sono esistititi in passato fra le due comunità. E’ seguito, a
novembre 2005, il convegno sul tema “Cleto Savuto e San Mango, un viaggio nella
memoria tra storia e leggenda” e poi, il 5 marzo 2006, la cerimonia di
gemellaggio fra i due Comuni, con la firma del Patto di Amicizia da parte di
Amerigo Cuglietta, sindaco di Cleto, e Filippina Sacco, sindaco di San Mango.
Da allora è iniziato un fitto scambio di conoscenze e di esperienze: Peppe
Orlando con le sue sculture ha partecipato alle edizioni 2006 e 2007 di CletArte;
Lucia Morello e Patrizia Valente si sono esibite in un concerto di pianoforte e
canto; Armido Cario ha presentato il volume “La Calabria del Settecento”; il
sindaco di Cleto ha partecipato al convegno di presentazione della Casa delle
Culture di San Mango; Saveria Rizzuto, Cesare Stranges e Alfredo Chieffallo
hanno rappresentato la Casa delle Culture alla cerimonia di presentazione
dell’associazione CletArte a Cleto. Fino ad arrivare alla redazione di un
progetto unitario di recupero dei centri storici, al quale hanno partecipato i
comuni di Cleto, San Mango e Nocera.
Ed oggi, nel giro di due mesi, gruppi di cittadini delle due comunità
attraversano a piedi per due volte il fiume Savuto: il 31 maggio 2008, partendo
da Savuto, scendono fino a valle e poi risalgono verso San Mango; il 3 agosto,
partendo da San Mango, arrivano al centro abitato di Savuto. Sono stati due
pellegrinaggi essenzialmente religiosi, che hanno avuto come meta la chiesa
della Madonna della Buda a San Mango e la chiesa della Madonna del Soccorso a
Savuto. Ma sono stati momenti di grande partecipazione popolare, e i due eventi
possono contribuire a rinsaldare i legami di amicizia e di fratellanza che sono
esistiti nei secoli passati.
Amerigo Cuglietta, nel corso della cerimonia di gemellaggio del 2006, ha detto
che il Savuto, pur segnando il confine tra le provincie di Catanzaro e di
Cosenza, è un fiume chiamato a unire le terre che solca: “Così l’acqua del fiume
si unisce al calore della passione mediterranea e la terra diventa una perché
uno è il vento che attraversa le case e accarezza le persone”. E la Casa delle
Culture di San Mango, nel presentare l’opuscolo illustrativo sul primo
pellegrinaggio partito da Savuto, ha rilanciato il gemellaggio fra i due Comuni,
allo scopo di “dare inizio ad un rinnovato rapporto di collaborazione e di
scambi fra le due comunità”.
Ora la parola passa agli amministratori comunali. Molti cittadini e diverse
associazioni hanno dimostrato di aver raggiunto consapevolezza e senso di
responsabilità, e questo patrimonio di valori non deve andare smarrito. Gli
eventi non devono essere episodici, ma inseriti in un progetto generale. I due
Municipi devono dare corso al gemellaggio costituendo gli appositi comitati e
proseguendo un cammino appena iniziato. Ma i cittadini non devono dividersi,
perché l’obiettivo di una crescita comune si raggiunge solo mettendo insieme le
varie forze e lavorando a progetti collettivi. Identità, senso civico e
solidarietà sono essenziali ai piccoli comuni per superare le sfide di questo
nuovo millennio.
Armando Orlando